Il cane pastore, per condurre e proteggere gli altri animali

20 Dicembre 2019 | Animali

Chi, quando sente parlare di cani da pastore, non corre con la mente a quei cani agili e in perenne movimento che seguono il gregge? Sono i cani «da conduzione», soggetti addestrati a far muovere il gregge, i cani che aiutano il pastore a tenere unite le pecore. Sono solitamente soggetti di taglia media e molto svelti (come il Border Collie), inadatti però a difendere le pecore dai predatori (lupi, volpi, orsi). Per questo arduo compito entra in ballo un secondo gruppo di cani da pastore: i cosiddetti cani «da guardiania» o da protezione, soggetti di grossa mole (come il Maremmano Abruzzese), il cui lavoro si svolge a contatto con le pecore anche senza la presenza del pastore. Sono cani con un forte attaccamento al gregge, cani di grande coraggio; vivono con le pecore fin da cuccioli e considerano il gregge il proprio gruppo di appartenenza. Da difendere! Se un lupo si avvicina alle pecore, abbaiano, ringhiano, simulano un attacco, che il predatore, per istinto conservativo, evita.

A un osservatore distratto un cane da protezione può sembrare pacifico, soprattutto se lo vede che sonnecchia all’interno del gregge. Ma all’avvicinarsi di potenziali pericoli il suo atteggiamento cambia rapidamente: si alza, vigila. E da vigile diventa in un attimo aggressivo; anche nei confronti delle persone estranee. Un consiglio agli escursionisti: se un molosso a protezione di un gregge vi mira, non sfidatelo a sguardi; allontanatevi camminando lentamente, senza correre, per evitare di essere aggrediti da questo angelo custode delle greggi. Un angelo senza ali e con i denti!

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