Inquinamento dell’aria: quanto incide veramente il riscaldamento a legna o a pellet?

17 Gennaio 2020 | Energie

Il 2020 è iniziato male sul fronte dell’inquinamento dell’aria: complice l’assenza di precipitazioni (non piove da 50 giorni), i livelli di polveri sottili in alcune città (soprattutto in pianura Padana) hanno superato i livelli di guardia. Scattano così i divieti o le limitazioni alla circolazione delle auto, ma questa non è certo una soluzione. Lo conferma Cinzia Perrino, direttore dell’Istituto sull’Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), secondo cui le giornate di grande stop al traffico purtroppo «incidono poco» sulla qualità della nostra aria (fonte Repubblica.it).

Dito puntato anche contro l’uso di legna e pellet per il riscaldamento. Generalizzare su una questione così delicata è, però, tanto facile quanto sbagliato. Ed è evidente che sull’argomento c’è un’informazione scarsa e, talvolta, poco corretta.

Il problema non è la legna

«La verità – risponde Francesco Ferrante, vice presidente di Kyoto Club – è che a inquinare non sono le biomasse legnose ma l’uso ancora troppo diffuso di apparecchi vecchi e inquinanti. Dobbiamo smetterla con le solite fake news e far sapere invece qual è la realtà delle cose e soprattutto cosa bisogna fare. Innanzitutto sostituire i vecchi apparecchi con quelli di nuova generazione, che abbattono le emissioni fino all’80%, un’enormità» (fonte AIEL).

Occorre quindi utilizzare apparecchi a legna e pellet con consapevolezza e responsabilità: no ai caminetti con focolare aperto e agli apparecchi con prestazioni tecnico-ambientali insufficienti, sia per età del generatore sia per il basso e superato livello della tecnica di combustione. Non solo. Occorre poi farne un uso responsabile, impegnandosi nella periodica pulizia e manutenzione, e utilizzando combustibili certificati.

Fra l’altro, la sostituzione di questi vecchi apparecchi è supportata dal Conto termico, un contributo che copre fino al 65% delle spese sostenute e viene erogato tramite bonifico bancario, in tempi decisamente più brevi rispetto a quelli delle detrazioni fiscali.

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Foto di NinaMalyna

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