Coltivare arachidi: la preparazione del terreno e la semina

7 Gennaio 2019 | Orto

Originaria del Nord-est del Brasile, l’arachide è un frutto molto apprezzato e può essere coltivata con successo anche in Italia. Molteplici i vantaggi: dà buoni raccolti anche senza concimazioni e in genere non ha bisogno di interventi antiparassitari. Come le altre leguminose, inoltre, migliora la fertilità del terreno. Scopri come piantarla nel tuo piccolo orto e ottenere grandi soddisfazioni!

Quando e dove coltivarla

Siccome a gennaio, a eccezione delle zone più miti del Centro-Sud, non sono possibili semine in piena aria di ortaggi, in questo periodo procurati intanto i semi d’arachide. Tieni presente che l’arachide preferisce un clima caldo e terreno sciolto senza ristagni d’acqua. Per la germinazione del seme è necessario che la temperatura del suolo sia di almeno 12 °C a 10 cm di profondità; effettua la semina quando la temperatura del suolo è di 15 °C (meglio 18 °C), condizione che in Pianura Padana si verifica intorno ai primi di maggio; 20-22 °C sono invece necessari per la fioritura e la maturazione. Molto adatti alla coltivazione dell’arachide sono i terreni profondi, sciolti, tendenzialmente sabbiosi, non soggetti a ristagni d’acqua.

Come preparare il terreno

  1. Prediligi terreni abbastanza dotati di sostanza organica.
  2. Prepara il terreno. Vanga il terreno sino a una profondità di 25-30 cm, preferibilmente, se pesante, nell’autunno-inverno che precede la semina. Durante i lavori di sistemazione superficiale del suolo livella il terreno in modo che non si formino ristagni d’acqua soprattutto nei terreni più compatti e umidi. Sempre nei terreni molto compatti si possono formare aiole ad arco (cioè sopraelevate rispetto al livello del suolo) alte 15-20 centimetri e quindi seminare sul colmo dell’aiola. In questo caso tieni tra le file la distanza maggiore e procedi a successive rincalzature perché i baccelli possano penetrare nel terreno con maggiore facilità non appena si formano.
  3. Prima di seminare, concima. La semina va fatta dopo una coltura abbondantemente concimata con letame o compost, come pomodoro o zucchino, perché possa risentire positivamente della fertilità residua che questi ortaggi lasciano nel terreno. Solo in terreni poveri e/o molto sciolti si consiglia la somministrazione di fertilizzanti minerali contenenti fosforo (per esempio perfosfato minerale-19 alla dose di 25 grammi per metro quadrato) e potassio (per esempio solfato di potassio- 50 alla dose di 10 grammi per metro quadrato). È preferibile distribuire metà dei concimi a base di fosforo e di potassio durante i lavori di preparazione del terreno e metà al momento delle operazioni di sistemazione superficiale che si eseguono prima della semina. Non impiegare concimi che contengono azoto, perché l’arachide, che ha un ciclo di coltivazione abbastanza lungo, si sviluppa nei mesi caldi, durante i quali i batteri che fissano l’azoto sono molto attivi. Solo in terreni molto poveri si possono distribuire, prima della semina, 10 grammi per metro quadrato di solfato ammonico-20.
  4. La semina in Pianura Padana va eseguita a maggio. Nelle zone più miti del Centro e del Sud può essere anticipata al mese di aprile. Le arachidi, prima di essere seminate, devono essere sgusciate, ma attorno ai semi si deve lasciare il tegumento rosso che li avvolge. I semi si pongono sul fondo di piccoli solchi o in postarelle a una profondità di circa 2 centimetri (meno nei suoli compatti). Adopera non meno di 4 grammi (meglio 6-7) di seme per metro quadrato, in modo da avere circa dieci piante per metro quadrato.

Le arachidi sono facili da coltivare ma richiedono una particolare protezione dalle infestanti, specialmente nelle prime fasi di crescita delle piante. In seguito, eseguendo una o più rincalzature (si «dà terra» alle piante) a iniziare dal momento della fioritura, puoi controllare le infestanti senza problemi. Tieni presente che la rincalzatura si esegue per facilitare l’interramento dei baccelli. Nei suoli compatti, per favorire l’approfondimento dei baccelli, rincalza le piante in più passate (due-tre).

Quando irrigare

In mancanza di piogge e, di regola nel Sud Italia, irriga le colture senza eccedere nelle quantità impiegate. Puoi impiegare tanto il metodo per aspersione (a pioggia), che per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi. Oppure puoi adoperare anche le apposite manichette forate, da porre tra una fila e l’altra a livello del terreno. In genere, nelle piccole colture di arachidi, malattie e insetti preoccupano relativamente tanto che, di regola, non si eseguono interventi antiparassitari.

Quando raccoglierle

Per ottenere un prodotto di buone qualità gustative e il massimo numero di baccelli ben formati e pieni, lascia vegetare le piante finché le foglie cominciano a ingiallire (in Pianura Padana sino a circa metà ottobre). Se si verificano piogge in questo periodo, specialmente in presenza di terreni pesanti, raccoglile senza indugi. Tieni presente che da dieci metri quadrati di coltura si possono raccogliere da 1,5 a 2,5-3 chilogrammi di baccelli. Nelle migliori condizioni di coltivazione si possono comunque raggiungere e superare anche i quattro chilogrammi.

Come raccoglierle

Per togliere le piante dal suolo  impiega una forca nei terreni più sciolti, un forcone in quelli più o meno compatti. Per facilitare le operazioni di raccolta e, se il suolo è bagnato, consentire che si asciughi più in fretta, talvolta conviene togliere quasi tutta la parte aerea delle piante falciandole e portando poi foglie e steli fuori dalle aiole. Una volta tolti dal suolo i baccelli con le radici fai seccare la terra rimasta attaccata a essi, meglio se sotto una tettoia, soprattutto nel Nord-Italia. Appena la terra è asciutta, allontanala scrollando le piante e poi si staccano i baccelli scartando quelli vuoti e non ben formati.

Se coltivi le arachidi in suoli pesanti, o quando si verificano periodi particolarmente piovosi, lava i baccelli assieme alle radici per ripulirli dalla terra. Dopo aver selezionato le arachidi, falle asciugare ponendole in cassettine in strati sottili, oppure stendendole su un pavimento in cemento o sopra una rete a maglie fitte tenuta sollevata dal suolo, che consenta una loro adeguata aerazione, rivoltandole di tanto in tanto.

Come conservarle

Solo quando sono ben asciutte porta le arachidi nei locali di conservazione che devono essere ventilati e asciutti. In magazzino vanno conservate, in attesa della tostatura, in strati sottili, dentro cassettine oppure sempre su una rete a maglie fitte, in ogni caso non a contatto con il pavimento.

Come tostarle

A livello familiare le arachidi vanno tostate volta per volta, per ottenere un prodotto sempre croccante e gradevole. Per facilitare l’operazione, sguscia i semi, ponili sulla leccarda del forno e tostali a circa 170 °C, controllando di continuo il procedere della tostatura per non correre il rischio di bruciarli.

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